DERIVATI ED ENTI LOCALI: LA PAROLA ALLE SEZIONI UNITE DELLA CASSAZIONE

Con ordinanza della Prima Sezione Civile della Suprema Corte di Cassazione, n. 493/2019 (Presidente: Carlo De Chiara, Relatore: Massimo Farabella), è stata rimessa al Primo Presidente, per l’eventuale assegnazione alle Sezioni Unite, una duplice questione giuridica inerente la validità ed efficacia dei contratti derivati del tipo interest rate swap stipulati dalle pubbliche amministrazioni.
In particolare, le Sezioni Unite del supremo consesso giurisdizionale saranno chiamate ad esprimersi sulla natura dello strumento finanziario swap – e, in particolare, sulla sua attitudine a qualificarsi come un’operazione di indebitamento per l’ente locale, funzionale a finanziare iniziative di investimento – oltre che sulla eventuale competenza esclusiva riservata ai Consigli Comunali nella fase di approvazione del contratto, implicando dette operazioni degli impegni di spesa anche per i bilanci degli anni successivi (alla luce del disposto di cui all’art. 42, comma 2, lett. i), del testo unico sugli enti locali).
La rimessione delle suddette questioni alle Sezioni Unite della Cassazione è avvenuta nell’ambito di un giudizio che vede contrapposta la Banca B.N.L. al Comune di Cattolica e che nella fase di secondo grado aveva visto il Comune romagnolo ottenere la condanna dell’istituto a rifonderlo di diverse centinaia di migliaia di euro per le perdite generate dai contratti derivati.